Come sopravvivere all’organizzazione di un matromonio #1

Era una caldissima giornata di fine Maggio, una di quelle in cui ti senti un polaretto in fin di vita e maledici il momento in cui hai desiderato che finisse l’inverno.

A un tratto squilla il telefono, è Jack: “amore domani ti porterò in montagna, vedrai un paradiso terrestre!”

Adesso, il mio fidanzato è un pantofolaio nato, uno che non si alza dal divano nemmeno se c’è Belen Rodriguez fuori dalla porta (ok…non esageriamo in quel caso credo acquisterebbe la velocità di Usain Bolt), allora perché con 40 gradi all’ombra dobbiamo farci la scalata dell’Everest?!

In questi momenti inizi a maledire tutte le volte in cui ti sei lamentata dicendo: “amore ma noi non usciamo quasi mai!”

Però si sa, noi donne non possiamo smentirci, quindi zaino in spalla e si parte!

Arrivammo in una stazione di sosta, quando parcheggiammo e ci trovammo di fronte ad un piccolo sentiero. I miei neuroni iniziarono a fare la danza della felicità: “siamo arrivatiiii!”, peccato che un’ora dopo eravamo ancora nelle vesti di Heidi e Peter che fanno la gincana tra le rocce, con l’unica differenza che a noi le caprette non facevano “ciao”.

“No, no io non sono fatta per fare l’avventuriera, devo stare in ufficio.”

“Amore ma è solo una passeggiata!”

“Stai scherzando? La prossima volta ti faccio attraversare lo stretto di Messina a nuoto, poi vediamo se è una passeggiata!” (lui da bravo montanaro ha paura dell’acqua)

Alla fine, però, arrivammo.

Silenzio. Ci sedemmo per terra e restammo immobili per mezz’ora a osservare con la pelle d’oca le meraviglie che solo la natura sa creare.

A un tratto vidi che Jack mi porgeva una cuffietta dell’i-pod, mi fece ascoltare una canzone:

“ E vinceremo le vigliaccherie

di un mondo che ci vuole sempre uguali

vedrai sarà  più facile dividere per due

saremo forse gli unici domani.

Ed entrerà la luce in questa casa

ci sembrerà  più magico il destino

anche se non c’é niente da scoprire troverai

un motivo in più per esserci….domani

Per questo domani ti sposo.” (Otto Ohm)

Credo sia stato il momento più bello della mia vita, mi sentivo la donna più fortunata del pianeta. Finalmente dopo anni e anni di messaggi subliminali il mio ragazzo aveva afferrato il messaggio!

Un mese dopo, però, ho compreso che organizzare un matrimonio non è per niente semplice, soprattutto quando si tratta del proprio.

Ho deciso, dunque, di diventare la vostra James Bond in tacchi e tulle, raccontandovi dal punto di vista di una futura sposa come organizzare un matrimonio.

Benvenuti nella mia rubrica “Come sopravvivere all’organizzazione di un matrimonio”.

Iniziate a preparare carta e penna! A presto.

Loretta

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